Homeland-Vito Teti

Sulle strade di casa del mio paese di là

Un diario collettivo e intimo: una traccia essenziale per mantenere la memoria e interrogarci sul senso dei nostri luoghi.

Nel libro “Homeland,” (ed. Rubbettino) Vito Teti amplia la sua esplorazione antropologica sul suo paese di origine, San Nicola da Crissa, utilizzandolo come un simbolo rappresentativo per comprendere le comunità del Mezzogiorno e delle aree interne mediterranee. Queste comunità condividono una storia di mobilità, emigrazione e profonde trasformazioni durante il passaggio alla modernità.

Questa volta, l’attenzione si concentra sulle strade della Little Italy di Toronto, tra College e Dundas, dove nel corso del XX secolo una parte significativa della comunità di San Nicola ha trovato una nuova dimora, ricostruendo altrove il legame comunitario. In questa relazione tra il paese d’origine e la Homeland oltreoceano, Teti documenta il lento declino del mondo di provenienza, un declino che sembra culminare nei mesi della pandemia.

Il libro ci introduce alle immagini dei sannicolesi di Toronto, molti dei quali erano amici e concittadini partiti da bambini negli anni ’50 e ’60, diventando quasi delle controparti dell’autore. Teti, insieme a Salvatore Piermarini, ha continuato a fotografarli e a raccontare le loro storie in viaggi ricorrenti, cercando i volti e i corpi che proiettavano le loro ombre sul paese d’origine, sulle soglie delle case rimaste chiuse. Questo progetto collettivo e intimo ha dato vita a un diario che rappresenta una traccia essenziale per preservare la memoria e stimolare una riflessione sul significato dei nostri luoghi.

Full Mind ha giocato un ruolo essenziale in quanto ha curato la digitalizzazione del repertorio fotografico, Attraverso un lavoro meticoloso è stato possibile preservare in formato digitale le immagini significative e i ricordi visivi dei sannicolesi di Toronto, consentendo così di conservare la memoria visuale di questa comunità e renderla accessibile per le generazioni future.

Questo processo ha permesso di documentare in modo più accurato e duraturo la storia di questa comunità e il suo legame con il paese d’origine, contribuendo così a preservare un patrimonio culturale e antropologico di inestimabile valore.

Rubbettino (28 febbraio 2022)